ATTUALITÀ | mercoledì 17 gennaio 2018 05:53

ATTUALITÀ | domenica 17 dicembre 2017, 19:22

Saint Christophe: Inaugurata La Grandze, residenza a 5 stelle per la Terza età

Ospita autosufficienti e parzialmente non autosufficienti, garantendo fra l’altro l’interazione costante con i familiari e l’integrazione nella comunità territoriale

“La modalità con cui è stato concepito il progetto rappresenta la sintesi più positiva di quanto sia l’obiettivo della legge di riforma del terzo settore: ossia l’irrinunciabile stretta collaborazione tra pubblico e privato, con il primo che deve costruire norme e strumenti legislativi per consentire al secondo di investire e proporre servizi alle persone di qualità, d’eccellenza, all’avanguardia e di prossimità e integrazione con il territorio”.

Luigi Bertschy, assessore regionale alla Sanità, ha commentato così l’inaugurazione della Grandze di Saint-Christophe.

Si tratta di una struttura che fornisce un servizio residenziale e diurno rivolto alla Terza età, frutto di un progetto realizzato in collaborazione tra il Comune di Saint-Christophe, che ha concesso i locali in locazione, e la cooperativa La Libellula che ha investito oltre 400.000 euro per i lavori di ristrutturazione e che gestirà la struttura per vent’anni.

Con questo progetto – commenta Lea Lugon, presidente della Libellula - la nostra storica cooperativa si proietta verso il modello in cui si articoleranno i servizi alla persona nel prossimo futuro”.

Lea Lugon non lo dice ma per la Cooperativa La Libellula è stato un atto di coraggio anche se assunto con razionalità e consapevolezza, tant’è che spiega: “All’inizio abbiamo avuto qualche comprensibile titubanza ed è per questo che, prima di dare avvio ad un progetto che impegnava economicamente e finanziariamente in maniera significativa, abbiamo consultato i soci e la loro risposta è stata entusiasta”.

Così, forte di una esperienza pluridecennale nella gestione dei servizi agli anziani, La Libellula si è lanciata senza esitazioni nella realizzazione della Residenza La Grandze, che vuole essere, come sottolinea Lugon, “un servizio innovativo e flessibile, in grado di rispondere alle richieste del territorio, ispirato ad un modello socio-assistenziale che integra l’ospitalità diurna e residenziale, mettendo sempre al centro la persona, i suoi bisogni e il suo benessere fisico e relazionale”.

La struttura tradizionale in pietra e legno (un tempo conosciuta come “La Grandze”) è stata completamente rinnovata negli spazi e negli arredi e presenta ora ambienti luminosi e colorati che offrono un alto livello di comfort abitativo e alberghiero.

L’edificio dispone di 9 camere da letto singole e doppie, tutte provviste di ogni comodità, per un soggiorno piacevole ed accogliente. I servizi residenziali e tutelari, curati da personale esperto e qualificato, garantiscono un supporto personalizzato, una permanenza confortevole e soprattutto funzionale alla piena soddisfazione di qualsiasi esigenza sanitaria, sociale e relazionale. Qui possono essere accolti ospiti autosufficienti e parzialmente non autosufficienti, garantendo fra l’altro l’interazione costante con i familiari e l’integrazione nella comunità territoriale.

“Nel prossimo futuro - conclude Lea Lugon - in una parte della struttura sarà accolta anche la comunità per minori La Ruche e la Grandze diventerà, a tutti gli effetti, un Centro intergenerazionale rivolto ad anziani e bambini”. Infatti, coinvolgere bambini e persone anziane in attività intergenerazionali significative è “far vivere pienamente il presente ad entrambe le generazioni, sfruttando l’esperienza del passato degli anziani e la propensione al futuro dei bambini. Questa filiera della vita ha la finalità di promuovere nuovi processi e di costruire relazioni interpersonali significative".

Soddisfatto anche il sindaco di Saint-Christophe, Paolo Cheney, che vede nel progetto messo in campo con la Cooperativa La Libellula “un’opportunità per la valorizzazione del territorio comunale con nuovi servizi vicini alla popolazione, capaci di sfruttare appieno le potenzialità della comunità stessa come contesto di cura e di promozione umana, e che con la loro presenza contribuiranno ad arricchire la vita sociale del Comune”.  

red. cro.

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