Aosta Capitale | giovedì 23 novembre 2017 10:21

Aosta Capitale | martedì 14 novembre 2017, 13:43

Aosta: Caminiti (Uv) ha avviato realizzazione Osservatorio sulla legalità

Riunita la Terza commissione consiliare del Comune di Aosta

"In questo mondo che sembra aver perso ogni valore, diamo ai nostri giovani l'opportunità di poter scegliere la strada giusta, quella della legalità". Così il presidente della Terza commissione consiliare del Comune di Aosta 'Servizi alla persona', Vincenzo Caminiti (Uv), spiega lo scopo dell'Osservatorio comunale sulla legalità, la cui bozza è stata illustrata questa mattina in Commissione.

Dopo un primo confronto acceso tra i consiglieri commissari, alcuni dei quali hanno inizialmente criticato la decisione di Caminiti di realizzare da solo la bozza senza preventive consultazioni ma poi sono convenuti sulla necessità di urgenza dell'atto, il  passaggio che porterà alla stesura del documento finale è stato approvato all'unanimità dai commissari che nelle prossime riunioni contribuiranno a perfezionare il documento.

Rivolto principalmente al contrasto e alla prevenzione delle devianze e della criminalità, l'Osservatorio dovrà essere, nelle intenzioni di Caminiti, "uno strumento che dovrà occuparsi di promuovere, soprattutto tra i più giovani, la cultura della legalità, delle 'buone pratiche' sociali e del rispetto verso il prossimo e verso le istituzioni".

"La creazione dell'Osservatorio nasce dall'esigenza di dotare l'Amministrazione comunale di uno strumento in grado di interagire con la popolazione - spiega Caminiti - con iniziative, progetti, incontri dedicati al tema della legalità in ogni sua forma, a partire dal mondo della scuola sino ad arrivare agli Ordini professionali. Credo che sia quantomai urgente, alla luce delle recenti dichiarazioni della Presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, schierarsi senza pregiudizi dalla sola parte possibile della barricata, quella della legge e del rispetto delle norme". 

Secondo Caminiti, "l'Osservatorio non dovrà fare parzialità, non esistono appartenenze regionali o etniche 'esenti' dal rischio di contaminazione mafosa, così com'è vero che la criminalità e l'illegalità prosperano anche al di fuori dei contesti delle mafie. Dobbiamo intervenire sui singoli, indipendentemente da che si tratti di calabresi, valdostani, veneti o africani.

p.g.

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore