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FEDE E RELIGIONI | sabato 07 ottobre 2017, 09:30

PAPA: Crimini gravissimi da contrastare con determinazione

Più di un quarto degli oltre tre miliardi di utilizzatori di internet è costituito da minori. Questo significa che oltre ottocento milioni di bambini e ragazzi navigano nella rete e sono esposti ogni giorno a insidie e minacce dietro le quali si nascondono spesso veri e propri «crimini».

Non sorprende, dunque, che Papa Francesco, nel discorso rivolto ai partecipanti al congresso internazionale sulla «dignità dei minori nel mondo digitale» — ricevuti in Vaticano venerdì mattina, 6 ottobre — abbia indicato nella protezione dei piccoli «la più cruciale» delle sfide per «l’avvenire della famiglia umana».

Raccomandando in particolare di non chiudere gli occhi di fronte al dilagare di «fenomeni gravissimi» che lasciano «inorriditi» e provocano danni destinati a incidere «pesantemente sull’intera vita dei bambini di oggi».

Severa e circostanziata, la denuncia del Pontefice apre uno squarcio inquietante su una realtà troppo spezzo sottovalutata, quando non addirittura mitizzata in nome di un malinteso senso di libertà. In realtà, come osserva Francesco, gli spazi di espressione e di informazione garantiti dalla rete sono diventati oggi il terreno più fertile «per attività illecite orribili» e «per l’abuso e l’offesa della dignità dei minori».

Qui non si tratta più «di esercizio di libertà — ha avvertito il Papa — ma di crimini, contro cui bisogna procedere con intelligenza e determinazione». Avendo ben chiaro che non bastano misure unilaterali o «soluzioni tecniche automatiche». Occorre piuttosto una mobilitazione «globale» che coinvolga governi, legislatori, forze dell'ordine, mondo economico e sociale, educatori e istituzioni religiose.

A partire dalla stessa Chiesa cattolica, chiamata a trarre lezione dai «fatti gravissimi» venuti alla luce in questi anni per rinnovare la propria disponibilità a impegnarsi «in modo sempre più profondo e lungimirante per la protezione dei minori e la loro dignità».

Come invoca la Dichiarazione di Roma, il testo conclusivo elaborato al termine dei lavori del congresso e consegnato a Papa Francesco durante l’udienza.

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