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FEDE E RELIGIONI | mercoledì 04 ottobre 2017, 10:09

Chiesa di Sant’Orso affollata per Eucarestia con e per i Migranti

L’Eucarestia, celebrata in inglese, francese e italiana, è stata Presieduta da don Isidoro Mercuri Giovinazzo, responsabile dell’Ufficio diocesano per la pastorale della salute

Foto Corriere della Valle

Sono stati numerosi i valdostani che ieri sera, martedì 3 ottobre, alla CHiesa Parrocchiale di San Lorenzo, Collegiata dei Santi Pietro e Orso, hanno accolto l’invito del Papa e del Vescovo, Franco Lovignana, a partecipare alla celebrazione in memoria del naufragio al largo di Lampedusa avvenuto il 3 ottobre 2013 che costò la vita a poco meno di 400 migranti tra i quali molti bambini e tante donne.

L’Eucarestia, celebrata in inglese, francese e italiana, è stata Presieduta da don Isidoro Mercuri Giovinazzo, responsabile dell’Ufficio diocesano per la pastorale della salute.

Nell’aprire la celebrazione il parroco, canonico  Don Aldo Armellin, ha ricordato il tragico fatto “il più grave di tutti i tempi causata dalla povertà e dalla violenza”. Ha poi posto l’accento sul fatto che dal 3 ottobre 2013 ad oggi la lista dei morti e dispersi si è allungata; di oltre 11.400 persone secondo l’Unhcr. Solo quest’anno, sono circa 3.500. Nel terzo anniversario della strage, diventato da quest’anno Giornata della Memoria, da nord a sud Italia. E anche in Valle nel ricordo del naufragio e chiedono giustizia per le morti in mare.

Da don Isidoro Mercuri Giovinazzo l’esortazione ad avere coraggio, proseguire il nostro cammini senza paura ricordando che “solo con la fede e fidandosi di Dio si possono superare le avversità della vita”. Ha quindi aggiunto: “Anche nei momenti più difficili non lasciamoci prendere dalla disperazione ma continuare ad avere speranza”.

IL FATTO

Sono trascorsi tre anni da quel tragico naufragio a poche decine di metri dalle coste dell’isola di Lampedusa, il 3 ottobre 2013, che causò la morte di 366 persone. Le immagini delle bare, una accanto all’altra, nell’hangar dell’aeroporto militare, è ancora presente nella nostra memoria e non possiamo dimenticarle facilmente.

L’Italia reagì a quella tragedia creando l’operazione ‘Mare nostrum’, che ha dato vita a tanti uomini e donne che tentavano di raggiungere le nostre coste: 170.000 le persone salvate in un anno. Dall’ ottobre 2014 l’operazione è stata sospesa, perché l’Europa non ha voluto farsene carico, non ha voluto considerare il Mediterraneo un Mare anche europeo.

Da allora sono oltre 270.000 le persone migranti salvate nel Mediterraneo, con navi anche di altri stati europei oltre che dell’Italia e con navi di Organizzazioni private, ma ancora troppi sono stati i morti: dal 3 ottobre 2013 ad oggi oltre 11.500 migranti, e il Mediterraneo è diventato un ‘cimitero’, come ha ricordato papa Francesco”.

p.m.

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