ECONOMIA | martedì 18 settembre 2018 20:25

ECONOMIA | martedì 05 settembre 2017, 15:57

La ripresa economica ed i problemi della gente

Orlando Formica

Siamo passati dalla civiltà della terra, alla macchina, alla tecnologia. Eccoci dentro la globalizzazione con il “Sistema Italia” che si è trovato davanti ad un bivio: diventare “supermercato degli altri” o entrare nell’area della globalizzazione come Paese innovativo, competitivo e che non vuole perdere attività economiche, mercati, occupazione, benessere.

Ora stiamo percorrendo le due strade! La presenza di capitali esteri nella vita delle imprese non è acquisizione o colonialismo ma talvolta un salvataggio che immette risorse monetarie nel circuito finanziario rivitalizzando settori la cui caduta determinerebbe desertificazione territoriale e disoccupazione. Infatti sono gli investimenti pubblici e privati, che garantiscono il lavoro ad una generazione matura e creano occupazione ai giovani.

Non basta sbandierare il tricolore del nazionalismo, la carenza di capitali è l’anticamera della crisi. E poiché “il cavallo non beve “è necessario sostenere le attività locali per essere parte del mondo rendendo così inclusiva la globalizzazione, promuovendo creatività, conoscenza e commercio”.

Con il sostegno delle istituzioni settori trainanti dell’imprenditoria stanno rivisitando la cultura mercantilista, una metodica strategia di penetrazione nei paesi emergenti per collocare beni e servizi subalpaltare a basso costo di produzione parte dei prodotti per essere competitivi.  Ora cavalcano l’epoca della conoscenza in rete che disarticola forme di lavoro del fare impresa governando la modernizzazione selettiva, l’evoluzione del capitalismo delle reti, di fabbriche “intelligenti”.

E’ un capitalismo d’avanguardia che ha favorito la ripresa dell’economia, gli effetti si manifestano negli indicatori quali il reddito nazionale in aumento. In Italia ora c’è euforia, tutti segnalano la ripresa comunque alimentata da provvedimenti governativi ed all’agire del paese reale: quello che investe, produce, lavora, risparmia, consuma.

La gente ha però sottocchio le tante emergenze sociali, le sacche di disoccupazione giovanile ed è consapevole che l’economia ha delle leggi rigide e questa coinvolgendo imprese e famiglia mal si conciliano con la demagogia e le chiacchere da cortile. La nostra ripresa poi è congiunturale o strutturale! La coperta è stretta con i buchi dell’elevata spesa pubblica e dell’eccessivo carico fiscale.

E’ visibile l’esigenza di recuperare risorse dormienti, dare certezze al ceto medio penalizzato, speranze ai giovani, un raccordo che faccia salve esigenze pubbliche e necessità private, saldare locale e globale.

C’è da pedalare in montagne come al piano, confidiamo nel clima mite.

Prof. Orlando Formica Garante del contribuente della VdA

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore