CULTURA | martedì 19 settembre 2017 20:44

CULTURA | lunedì 17 luglio 2017, 09:30

Tonga, anche 'dimora dell’amore'

Mare azzurro, blu, indaco, rosa al mattino, quasi rosso al tramonto.   Sabbia dorata, candida rena  -   corallina, finissima  -   sparsa di molluschi e conchiglie vicino alla battigia e palme da cocco perennemente ondeggianti alla brezza, o curve a tratti sotto improvvisi refoli vivaci nell’immenso arcobaleno doppio, o forse triplo.   Tongatapu (il suo nome significa giardino del sud, ndr) è anche questo,in un bagno di fiori esotici e  felci arborescenti, banani, alberi del pane e giardini che accompagnano la civiltà polinesiana da millenni, ne favoriscono il pensiero e vogliono essere metafora del “paradiso perduto”…  

Si è nel regno di Tonga, si è sbarcati sull’isola maggiore del Giardino del sud, dove sorge la capitale Nuku’alofa  -  dimora dell’amore  -  vero insieme di alloggi di qualità a costi accessibili, box abitativi e prefabbricati, case, moderne costruzioni e villette unifamiliari con tettoia a sbalzo per accogliere l’automobile in spazio e spazi verdi.   Taxi, minibus e ve’tolu, specie di risciò spinti da un chauffeur in bicicletta, animano ad ogni ora del giorno strade e vie di questo ridente agglomerato urbano sulla laguna di Fanga’uta.   L’Ovava tree, il celebre Ficus sotto il quale si riposò il capitano Cook, dista sì e no nove chilometri dal Palazzo reale in stile vittoriano; le tombe reali, il museo del Center Library e la chiesa cattolica di san Antonio da Padova, sono da queste parti.

Bello è cercare i tunnel della scogliera di Houma, senza dimenticare le pietre monumentali di Ha’amonga: curiosità e astro-archeologia alla Stonehenge e strani allineamenti per gli appassionati di mistero o di strutture megalitiche. Non distragga King Island e non impressionino troppo i pappagalli rossi, le volpi volanti  (i pipistrelloni di Kolovai Beach) o quella sorta di maialini pescatori addestrati alla cattura dei crostacei durante la bassa marea, tipici del Western End isolano. Gli abissi del posto, abitati da mante, spugne e foreste di coralli, faranno la differenza. Prima però di cimentarsi in un qualsivoglia trekking naturalistico a Eua Island  -  giungla quasi impenetrabile, lagune turchesi e montagne tormentate da torrenti  -  , un salto al mercato del pesce di Tu’imatamoana o al Talamahu Market sarà il modo più corretto e sicuro di mettersi in comunicazione con una realtà che non si conosce, per capire, o quanto meno intuire le abitudini di vita dei suoi abitanti.

«Perché il cibo, si sa,  -  dice un personaggio al Fafa Island Resort  -  è come la letteratura: declina l’essere umano». Quindi sorseggiare una Ikale Tai (birra aquila di mare) o bere kava in un Kava club; comprendere le diversità del miti (cubetti di pesce crudo) e i retrogusti del vai lesi (drink di papaia lavorata con latte di cocco) come fanno al Billfish o al Reload Bar, sarà entrare in sintonia con l’universo degli “altri” tre arcipelaghi (Ha’apai, Vava’u, Niuas) che formano le Tonga a… quattro  mila chilometri a oriente delle coste dell’Australia. La tumultuosa massa d’acqua del Pacifico, quell’oceano che pare non conosca confini nel suo eterno perdersi verso le terre emerse  -  richiamo irresistibile per antropologi, esploratori e anonimi viaggiatori  -  negli atolli di Ha’apai, come nelle suggestioni delle Vava’u e delle Niuas remote, è fonte di materie prime in  grado di soddisfare le più diverse esigenze in fatto di bellezza. Micro e macroalghe, plancton e microrganismi segreti sono oggetto di studio da parte di esperti di biodiversità acquatica e biologi di fama mondiale.

L’habitat marittimo con specie rare qui è mozzafiato. I cultori del tempo pieno in barca a vela in giro per l’oceano «più grande» trovano il loro haven proprio alle Tonga. Malo e lelei! (Hello!), vien da dire a una fila quasi ininterrotta di ciuffi di palme che affiorano dall’acqua cristallina…      

Notizie in valigia    

Documento di frontiera. Passaporto con validità superiore ai sei mesi dalla data di partenza, munito di visto elettronico australiano rilasciato dall’Ambasciata d’Australia a Roma, tel. 06.852721.  

Come arrivare. In aereo, da Milano, via Dubai /Sydney; www.qantas.com/ ufficio prenotazioni, tel.0041.44.5111237; quindi con aeromobile di Virgin Australia, direttamente a Nuku’alofa.  

Dove mangiare e dormire. A Nuku’alofa: Waterfront Lodge . A un quarto d’ora di barca dalla capitale: Fafa Island Resort. A Ha’apai: Foa Beach Resort. A Vava’u: Mounu Island Resort. A Niuas: Kalolaine Guest House.  

In cucina. Lu pullu, carne con cipolle marinate in latte di cocco; polipi (lu feke), pollo (lu moa) e pesce (lu ika) all’umu, forno interrato. E poi: radici e tuberi quali l’ufi, yam, kumala, non dimenticando l’ottima vovo, manioca. Faikakai lolo è il nome di un budino a base di farina di mei (frutto dell’albero del pane), crema di zucchero e cocco. Alle Tonga abbondano verdura, frutta, molluschi e crostacei di pregio. Tipica: la kava, beveraggio ottenuto con le radici delle piante del pepe.  

Richiami turistici. Mare e cielo incantevoli, ricchezza della vegetazione; folclore.   Acquisti. Ornamenti di legno e di metallo, gonnellini da danzatrice di hula, stoffe sottili, stuoie e canestri di bell’effetto.  

Info turistiche.  Tonga Visitors Bureau, Vuna Road, Nuku’alofa, tel. 00676.25334.   In calendario. Il Regno di Tonga di Alisei Ltd., email: tong@tonfon.to

 

pietro semino

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