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POLITICA | 13 luglio 2017, 17:31

Sinergia Regione-Arer-Comune Aosta per ridurre emergenza abitativa

L'assessore regionale ai Lavori pubblici, Stefano Borrello

L'assessore regionale ai Lavori pubblici, Stefano Borrello

Un'interrogazione posta congiuntamente dai gruppi Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano e Union Valdôtaine nella seduta del 13 luglio 2017 ha riguardato la situazione dell'emergenza abitativa nel comune di Aosta.

I Consiglieri hanno voluto fare il punto sul numero di nuclei familiari cancellati dall’emergenza abitativa nel 2017 e di nuclei inseriti nella graduatoria di emergenza abitativa in attesa di un alloggio in Aosta e in altri Comuni; il numero di alloggi del Comune di Aosta o dell’ARER attualmente liberi e da assegnare all’emergenza. I Consiglieri hanno anche voluto approfondire i rapporti di collaborazione tra Comune di Aosta e ARER.

L'Assessore all'edilizia residenziale, Stefano Borrello, premettendo che «l'emergenza abitativa serve ad  affrontare un'emergenza che dovrebbe essere limitata nel tempo e sulla quale vi è un continuo monitoraggio del contesto per accompagnare i nuclei familiari al di fuori delle difficoltà abitative», ha riferito: «Dal 1° gennaio 2017 ad oggi la Commissione regionale per le politiche abitative, presieduta da un giudice, ha approvato 53 proposte di revoca dell’emergenza abitativa, di cui una ventina nel primo trimestre e una trentina nel secondo trimestre: 4 per decesso; 20 per stipula autonoma di contratto; 3 per aver disatteso progetto; 10 per perdita dei requisiti; 5 per trasferimento all’estero; 4 per chiusura progetto; 2 per proposta di trasferimento in Centro Prima Accoglienza; 3 per restituzione chiavi; 2 per assegnazione definitiva alloggio ERP. Il contributo mensile anticipato sarà attivato entro il prossimo mese di agosto e, come previsto, riconoscerà anche le mensilità 2017 arretrate.»

«Allo stato attuale - ha proseguito Borrello - ad Aosta risultano 2 alloggi dell’ARER disponibili mentre siamo in attesa di nuove disponibilità di alloggi da parte del Comune di Aosta a seguito di alcune mobilità in corso. Inoltre abbiamo 35 alloggi di privati convenzionati con l’Amministrazione regionale. Attualmente nelle graduatorie comunali di emergenza abitativa risulta che ad Aosta, su 194 nuclei in graduatoria, sono solo 3 quelli in attesa di alloggio, di cui 1 in attesa di assegnazione definitiva da bando; nei Comuni, su 102 nuclei in graduatoria, sono 2 quelli in attesa di alloggio. Si tratta di nuclei riconosciuti in emergenza nelle ultime due Commissioni. Complessivamente la Regione ha stipulato 75 contratti di emergenza abitativa in alloggi ERP, di cui 65 ad Aosta. Altri 8 contratti sono in corso di stipulazione.»

«Con l’ARER - ha concluso l'Assessore - i rapporti, da sempre collaborativi, sono ulteriormente migliorati e anche con il Comune di Aosta, da quando ha completato la propria riorganizzazione degli uffici, si sono instaurati buoni rapporti finalizzati all’obiettivo di concludere quanto prima il transito alla Regione di tutti i contratti di emergenza stipulati dal Comune. Gli uffici regionali ritengono che tale operazione, risultata particolarmente difficoltosa per i contratti scaduti e l’assenza totale di progetti e monitoraggi, sarà sostanzialmente conclusa con la fine del mese di luglio e con l’avvio da parte del Comune di Aosta dell’assegnazione degli alloggi ERP ai nuclei della graduatoria del bando.»

Il Capogruppo di EPAV Mauro Baccega, nella replica, si è detto molto preoccupato «perché le domande non accolte sono parecchie. Bisogna fare un'attenta valutazione perché ci sono dei casi di emergenza abitativa che sono sistematici, sui quali occorrerà fare un approfondimento. C'è una tendenza a rigettare le domande perché nel nucleo familiare non vi è una diminuzione del reddito, sostenendo che potranno godere del contributo a rotazione. È inaccettabile che un nucleo familiare che ha prodotto PIL in Valle d'Aosta, lavorando per tanto tempo, sia mandato in un Centro di Prima Accoglienza: ci vorrebbe maggiore riguardo per queste persone, che non sono assimilabili a dei profughi. La politica deve dare risposte serie e concrete a questi nuclei familiari in difficoltà e dobbiamo assumere comportamenti amministrativi conseguenti.»

info Consiglio VdA

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