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POLITICA | 13 luglio 2017, 17:27

Assessore Roscio conferma miglioramento qualità aria ad Aosta

L'assessore regionale alle Attività produttive e Ambiente, Fabrizio Roscio con il collega ed ex assessore Luca Bianci

L'assessore regionale alle Attività produttive e Ambiente, Fabrizio Roscio con il collega ed ex assessore Luca Bianci

Con un'interrogazione discussa nella seduta consiliare del 13 luglio 2017, il gruppo Partito Democratico-Sinistra VdA ha chiesto informazioni sull'innalzamento dei livelli di cadmio nell'aria nella città di Aosta tra febbraio e luglio 2016 di oltre il 200 per cento.

In particolare, i Consiglieri hanno voluto avere conferma di quanto dichiarato da un tecnico dell'ARPA «che avrebbe ipotizzato che tale innalzamento, oltre a un aumento del livello di cromo nell'aria del capoluogo, sia da imputare con buona probabilità all'influenza dell'acciaieria» e se la mutata qualità dell'aria possa determinare effetti sulla salute umana e animale. Hanno poi chiesto quali provvedimenti siano stati assunti per arginare il problema e se l'ARPA abbia provveduto a denunciare l'accaduto agli organi competenti o se tale incombenza sia stata delegata al movimento politico Area Civica-PNV, viste le recenti dichiarazioni del Coordinatore La Torre.

L'Assessore alle attività produttive e ambiente, Fabrizio Roscio, ha riferito: «La gestione della qualità dell'aria è disciplinata dal decreto legislativo n. 155/2010 che riguarda le concentrazioni di inquinanti in aria, invece per le deposizioni atmosferiche non sono previsti valori di riferimento. La rete valdostana di misura ha un livello di qualità talmente alto per cui la Valle d'Aosta è all'avanguardia anche a livello nazionale, misurando quantità che in altre regioni non sono rilevate. C'è stato effettivamente un picco anomalo di 2.8 (una settimana nel periodo marzo-giugno 2016) di cadmio nella stazione industriale della Pepinière, mentre nelle altre stazioni urbane il limite di 2 non è mai stato superato, arrivando in media allo 0.6. Il picco ha riguardato le deposizioni ed è rapidamente rientrato nella normalità (collocandosi a circa un decimo al di sotto del limite); ribadisco che a questo riguardo non sono stati fissati valori normativi, ogni Stato ha individuato una soglia indicativa. Il cadmio è un elemento indesiderato, non fa parte del ciclo produttivo: questo comunque ci spinge a lavorare affinché situazioni del genere non si ripresentino più.»

«Nel 2016, le concentrazioni medie di PM10 sono state al di sotto la media per tutto l'anno nell'aria industriale - ha proseguito l'Assessore Roscio -. I limiti per il cadmio in area urbana non sono stai superati nel 2016, e il trend è lo stesso per il 2017. L'attenzione resta comunque alta per prevenire eventuali criticità. Preciso che la Cogne Acciai Speciali è oggetto di procedura AIA (autorizzazione integrata ambientale): periodicamente si riunisce un tavolo di lavoro per discutere le misure che si intendono introdurre, in particolare misure preventive e riduzione dei tempi di ottenimento dei dati. A seguito dell'introduzione dell'AIA, la qualità dell'aria ad Aosta è migliorata. In conclusione, non ci sono gli estremi per procedere a denunce all'autorità competente.»

Il Capogruppo del PD-SVdA, Jean-Pierre Guichardaz, si è detto «confortato dalle informazioni, che danno conferma della vigilanza da parte dell'ARPA. Sono certo che dopo questo allarme ci sarà maggiore attenzione, soprattutto alla comunicazione istituzionale relativa alla salute pubblica. Mi spiace che un tema così serio sia stato usato dal Coordinatore di Area Civica-PNV ed ex Consigliere La Torre per guadagnarsi un po' di spazio sui giornali. Anziché minacciare denunce, sarebbe utile che questo fantomatico movimento 'in progress' si esponesse per il bene della comunità. L'Assessore potrebbe assumersi l'impegno di rappresentare nelle sedi opportune la necessità di prevedere limiti di legge per le sostanze tossiche depositate oltre che per quelle presenti nell'aria.»

info Consiglio Valle

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