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ECONOMIA | venerdì 21 aprile 2017, 12:01

Ultimatum dei sindacati ai vertici casinò

Società diffidata Diffida ad adempiere a quanto previsto nel verbale di accordo del 27 ottobre 2015

Il 27 ottobre 2015 le OO.SS. e le delegazioni interne alla casa da gioco, a seguito del mandato ricevuto dai lavoratori tramite un apposito referendum, hanno sottoscritto insieme ai rappresentanti aziendali il verbale di accordo di cui in oggetto. In tale accordo si prevedeva un percorso, alternativo a quello delle disdette contrattuali inoltrate dall'azienda alla parti sociali,  che aveva come finalità quella di raggiungere il risanamento finanziario dell'azienda entro il 31 dicembre 2017, scadenza naturale dell'accordo che è tutt'ora in essere, con la possibilità di prorogarne la vigenza al 31 dicembre 2018.

Ora, a distanza di quattro mesi Le segreterie regionali Slc-Cgil, Cisl, Savt, Snalc, Uilcom, convinti che l’accordo sia stato disattesa in alcune parti, hanno inviato una lettera  all’Amministratore Unico del Casinò, Giulio Di Matteo (nella foto), con la quale “diffidano l’Azienda all’adempimento integrale degli impegni assunti con la sottoscrizione dell’accordo del 27.10.15 entro e non oltre la data del 30/06/2017”.

Il verbale di accordo del 27 ottobre 2015 era suddiviso in 18 punti in cui erano previsti obblighi specifici ai quali le parti dovevano ottemperare, ognuno per quanto di propria competenza, volti a consentire da un lato il contenimento di costi e dall'altro il rilancio dell'azienda, con l'obiettivo finale di risolvere le problematiche finanziarie che erano alla base della trattativa che ha portato alla sottoscrizione del verbale di accordo stesso.

“A partire dalla data di sottoscrizione dell’ accordo - si legge nella lettera - i lavoratori hanno regolarmente e puntualmente tenuto fede agli impegni presi nei confronti dell'azienda, pertanto ogni mese hanno subito, come convenuto, le trattenute in busta paga e le decurtazioni previste”. La stessa cosa non la si può dire, al contrario,  per quel che riguarda l'azienda, che, secondo i sindacati, “non ha adempiuto agli impegni presi nei confronti dei lavoratori con la sottoscrizione dell'accordo”.

In particllare contestano all’azienda di essere venuta meno all’impegno di “far crescere nel periodo di vigenza dell'accordo gli introiti di 11 milioni, rispetto a una previsione 2015 di 68,2 milioni. Tali obiettivi non sono stati assolutamente raggiunti. Stessa cosa si può dire sull'impegno di ridurre di 11 milioni i costi operativi rispetto a una previsione 2015 di 75,7 milioni, comportando di conseguenza anche l'inadempimento degli oneri previsti “.

Nella lettera si legge ancora che “l'azienda è inadempiente anche rispetto agli aumenti retributivi individuali e che nulla si è fatto per la rinegoziazione strutturale e definitiva dei superminimi”.   Infine viene denunciato il fatto che “ad oggi l’azienda non ha presentato la fidejussione necessaria per completare il percorso di Isopensione, pur avendo  sottoscritto altro verbale di accordo, specifico, in data 15 marzo 2016”.

A tal proposito è bene ricordare che l’Azienda ha richiesto ai dipendenti interessati dalla procedura, che a tutt'oggi non ricevono nessun tipo di retribuzione, di sottoscrivere una proroga dei termini di ottemperanza previsti nel citato accordo del 2016, fino al 30 maggio prossimo.

“Entro tale data – spiegano i sindacati -  l'Azienda ha manifestato la propria speranza di riuscire ad ottenere la suddetta fidejussione”. I sindacati sottolineano, infine, che “nel caso di persistente inadempimento oltre tale data, l’accordo del 27.10.15 dovrà ritenersi risolto per responsabilità esclusiva dell’azienda, con diritto all’integrale risarcimento del danno subito dai lavoratori, oltre all’obbligo, in capo all’azienda, dell’integrale restituzione delle somme indebitamente trattenute ai lavoratori fino a quel momento”.

red. eco.

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