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Aosta Capitale | lunedì 20 marzo 2017, 12:42

Aosta: Qualità aria migliora ma resta inquinamento da caldaie a gasolio

Nel primo trimestre di quest'anno vi sono stati diversi superamenti dei limiti di Pm10, causati dall'inquinamento record registrato nella pianura padana; confortati i dati sulla rete del teleriscaldamento

Il tavolo di lavoro dell'Osservatorio sulla qualità dell'aria di Aosta

Anche se la qualità dell'aria di Aosta continua a migliorare, in città sono attive ancora diverse caldaie a gasolio dispensatrici di inquinamento atmosferico. Lo dimostrano i risultati delle analisi svolte dall'Osservatorio della qualità dell’aria, resi noti oggi nella sala consiliare del Comune di Aosta durante la riunione del gruppo di lavoro, coordinato dai tecnici dell'Agenzia per l'ambiente-Arpa.

Hanno partecipato alla riunione anche i vertici di Legambiente VdA e Fabrizio Roscio, neo assessore regionale alle Attività produttive, Ambiente ed Energia. In particolare, le stazioni di controllo alla Pepinière di Aosta e in piazza Plouves hanno rilevato, nella stagione invernale 2016/2017, cinque superamenti nell'aria, anche se lievi, dei limiti di zolfo, nichel e cromo.

"Nonostante qualche misurazione non propriamente ad hoc, proseguiamo l'ottima sinergia con Arpa, Regione e stabilimento Cogne - ha affermato l'assessore all'Ambiente del Comune di Aosta, Delio Donzel - che ci consente di guardare al futuro con positività". L'assessore ha anche ricordato che “per quanto riguarda le polveri fini, il progressivo allacciamento alla rete del teleriscaldamento di Telcha contribuirà certamente a migliorare ulteriormente il trend già positivo”.

Affermazione confortata dai dati diffusi dall'ingegnere Alessio Ciocca, dirigente della società Telcha che sta completando la rete del teleriscaldamento in città: "A pieno regime - ha evidenziato Ciocca – il teleriscaldamento permetterà di risparmiare ogni anno ad Aosta diecimila tonnellate di petrolio, evitando l'emissione in atmosfera di oltre 30 mila tonnellate di anidride carbonica e di concentrazioni elevate di zolfo".  Ciocca ha mostrato i dati sulle emissioni prima e dopo l'allacciamento alla rete, evidenziano l'abbassamento del 53% delle emissioni di ossido d’azoto, del 99% del biossido di zolfo e del 75% del monossido carbonio nei 260 edifici serviti dal teleriscaldamento.

Nel complesso, i valori degli inquinanti registrati dall'Arpa sono ulteriormente diminuiti ad Aosta, lo scorso anno, rispetto al 2015, ma nel primo trimestre di quest'anno vi sono stati diversi superamenti dei limiti di Pm10, con valori fino a 100 ug/m3 (il limite è di 50), causati dall'inquinamento record registrato nella pianura padana: il vento ha trasportato le polveri sino in Valle dove, a causa della conformazione geomorfologica del territorio, si sono incuneate.

"Non abbiamo colpe per questo dato negativo - ha sottolineato Donzel - dobbiamo però prenderne atto e quindi operare per fare quanto di meglio possibile per limitarne i danni, come in effetti stiamo facendo".
Nel 2016 la concentrazione media annuale di polveri Pm10 è  scesa della metà del valore limite (40 microgrammi al metro cubo- mg/m3) ad Aosta, attestandosi a 20 m/m3 nella stazione di controllo in piazza Plouves  e a 22 mg/m3 in quella di via Liconi. E nonostante i succitati superamenti permane il calo delle concentrazioni dei metalli nichel, cromo e manganese, nel Pm10, caratteristici delle emissioni della Cogne Acciai speciali.

I livelli di metalli particolarmente velenosi quali cadmio, arsenico e piombo, già ridotti nel 2015 rispetto al 2014, lo scorso anno sono ulteriormente calati a numeri 'irrisori'.

p.g.

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