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SANITÀ, SALUTE E STARE BENE | giovedì 15 dicembre 2016, 14:58

In Italia aumentano tempi di attesa per operazioni e visite

La fotografia del XIX Rapporto PIT Salute. “Sospendere intramoenia quando non si rispettano i tempi massimi nel pubblico, e valutare DG su rispetto tempi”

Difficoltà di accesso alle prestazioni (soprattutto complesse come visite, interventi, PMA), cattive condizioni delle strutture, difficoltà nel rapporto con medici di famiglia e pediatri, deficit e costi dell’assistenza residenziale e domiciliare, criticità per costi, limitazioni e indisponibilità dei farmaci, documentazione sanitaria incompleta o inaccessibile, lentezza nella procedura di riconoscimento della invalidità e dell’handicap, maggiori criticità nella rete dell’emergenza-urgenza.

Sono queste le principali questioni che emergono dal XIX Rapporto Pit Salute del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, presentato oggi a Roma, dal titolo “Servizio sanitario nazionale: accesso di lusso” e che si basa su 21.493 segnalazioni giunte nel corso del 2015 al PiT Salute nazionale e ai PiT Salute locali e sezioni territoriali del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.

“Se lo scorso anno abbiamo denunciato che si stavano abituando i cittadini a considerare il privato e l’intramoenia come prima scelta, ora ne abbiamo la prova: le persone sono state abituate a farlo per le prestazioni a più basso costo (ecografie, esami del sangue, etc.). Non perché non vogliano usufruire del SSN, ma perché vivono ogni giorno un assurdo: per tempi e peso dei ticket, a conti fatti, si fa prima ad andare in intramoenia o nel privato. E il SSN, in particolare sulle prestazioni meno complesse, e forse anche più “redditizie”, ha di fatto scelto di non essere la prima scelta per i cittadini. Secondo assurdo: si tratta di prestazioni previste nei Livelli Essenziali di Assistenza, quindi un diritto. E’ questa la revisione dei LEA “in pratica” che i cittadini già sperimentano ogni giorno. Il SSN rimane invece quasi insostituibile per la maggior parte delle persone, per le prestazioni a più alto costo, o particolare impiego di alte tecnologie e professionalità sulle quali però esistono crescenti difficoltà di accesso, oltre che discriminazioni tra cittadini. Ma alle prese con obsolescenza, fatiscenza, igiene, ritardi nella manutenzione e riparazione dei macchinari: tutti fattori che incidono su qualità e sicurezza delle cure e dei luoghi di cura. Insomma l’effetto sui cittadini delle scelte politico-amministrative è di un Servizio Sanitario Nazionale che sembra “in ritirata”.Queste le dichiarazioni di Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva.

Sono sei le priorità su cui lavorare secondo il Tribunale per i diritti del malato. Anzitutto contrastare le lunghe liste di attesa, con un nuovo Piano nazionale di Governo e l’inserimento del rispetto dei tempi massimi tra i criteri di valutazione dei Direttori Generali; la definizione di tempi massimi per tutte le prestazioni; la gestione informatizzata e centralizzata delle liste di attesa di tutte le strutture (pubbliche e convenzionate) per esami, visite e interventi chirurgici e ricoveri in piena trasparenza, così che i cittadini possano avere pieno accesso a tutte le agende e si evitino distorsioni di uso “privato” del sistema pubblico. In secondo luogo vanno garantiti trasparenza e controllo sull'intramoenia per evitare abusi, anche bloccando immediatamente le prestazioni in intramoenia quando non si è in grado di garantire il rispetto dei tempi massimi nel canale pubblico o quando i volumi delle prestazioni in intramoenia o i tempi sono sbilanciati rispetto al canale pubblico.

E ancora controlli e trasparenza su orari, riscossione, costi, luoghi, oltre che scongiurare che sia una scorciatoia o un canale preferenziale per accedere al Servizio pubblico per prestazioni o ricoveri. I ricavi diretti dell’intramoenia, inoltre, andrebbero destinati all'abbattimento dei tempi di attesa.

La terza proposta è l’abolizione del superticket da 10 euro e revisione della intera normativa per garantire effettiva equità. Ancora, va garantita la contemporaneità della riorganizzazione della rete ospedaliera con quella dell’assistenza territoriale, affiancando agli standard nazionali ospedalieri quelli per “l’assistenza territoriale”, e assicurando una risposta adeguata, tempestiva, continuativa e di qualità nei casi di emergenza-urgenza.

Da ultimo, non per importanza, va avviata una azione puntuale di monitoraggio effettivo della sicurezza strutturale dei presidi sanitari e renderne trasparenti ed accessibili ai cittadini i risultati; utilizzare le risorse allocate per l’edilizia sanitaria e non ancora spese, utilizzando criteri predefiniti e trasparenti di attribuzione delle priorità di intervento.

 Investire sul personale e mettere a punto gli standard, contrastando derive che perdono di vista le specificità e i bisogni delle persone, a solo vantaggio del contenimento dei costi.

Giovan Battista De Gattis Segretario CittadinanzAttiva VdA

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