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FEDE E RELIGIONI | 11 marzo 2015, 09:30

QUARESIMA: Misericordia io voglio … dice il Signore

Messaggio del vescovo ai fedeli della diocesi di Aosta all’inizio della quaresima 2015

QUARESIMA: Misericordia io voglio … dice il Signore

Carissimi fratelli e sorelle,

Il tempo santo della Quaresima ci richiama alla conversione: cambiare il nostro  modo di pensare per assumere il pensiero di Cristo (1 Cor 2, 16); spezzare il cuore di pietra per accogliere il cuore di carne frutto dello Spirito nuovo che il Signore ci dona (Ez 36, 26).

Papa Francesco, nel suo Messaggio, ci suggerisce una pista: vincere l’indifferenza verso il prossimo e verso Dio che rappresenta una reale tentazione anche per noi cristiani. Convertirsi vuol dire allora riprendere coscienza dell’amore di Dio per noi, della sua presenza nella nostra vita e della sua costante misericordia. Da qui sgorga la luce e la forza con le quali il popolo di Dio può vincere l’indifferenza (mentre io sto relativamente bene e comodo, mi dimentico di quelli che non stanno bene) e trovare le risposte a quelle domande che continuamente la storia gli pone.

Per dare concretezza al cammino di conversione invito me stesso e ciascuno di voi, singoli e comunità, a riprendere in mano la Lettera pastorale di quest’anno, dedicata alla gioia di annunciare a tutti Gesù, il Salvatore dell’uomo.

Ricordiamo che il primo impegno missionario per ciascuno di noi è vivere intensamente da cristiani nel mondo, con autenticità e semplicità, soprattutto con la gioia che nasce dall’accettare dalle mani del Signore ciò che siamo, ciò che abbiamo, ciò che siamo chiamati a fare. La quaresima ci aiuta a far diventare annuncio la nostra esistenza di tutti i giorni perché ci richiama a praticare davvero il cristianesimo, cercando di vivere come è vissuto Gesù Cristo. Ripeto queste parole per tutti e, con particolare forza, per coloro che nella Chiesa sono più capaci di profezia, i giovani e i consacrati! C’è un campo di azione nel quale possiamo immediatamente impegnarci, quello delle relazioni interpersonali arricchite dalle opere di misericordia, che … danno spessore e concretezza alla parola misericordia che spesso pronunciamo, molto invochiamo e, forse, troppo poco pratichiamo.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica le presenta così: Le opere di misericordia sono azioni caritatevoli con le quali soccorriamo il nostro prossimo nelle sue necessità corporali e spirituali. Istruire, consigliare, consolare, confortare sono opere di misericordia spirituale, come pure perdonare e sopportare con pazienza. Le opere di misericordia corporale consistono segnatamente nel dare da mangiare a chi ha fame, nell’ospitare i senza tetto, nel vestire chi ha bisogno di indumenti, nel visitare gli ammalati e i prigionieri, nel seppellire i morti. Tra queste opere, fare l’elemosina ai poveri è una delle principali testimonianze della carità fraterna.

Annuncio e conversione vanno così di pari passo, facendo della quaresima un tempo nel quale Gesù ci fa fare esperienza dell’amore del suo Regno e nel quale ci associa a Sé per dire e dare a tutti la vicinanza di Dio e per compiere le opere del Regno, le opere di misericordia che possono far lievitare evangelicamente il mondo, a partire dalla nostra casa e dagli ambienti che abitiamo ogni giorno.

+ Franco Lovignana, vescovo

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