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Consiglio Valle | 11 marzo 2015, 14:44

CONSIGLIO VALLE: Rinviata elezione Presidente

Nella seduta dell'11 marzo 2015, il Consiglio Valle ha deciso, con 21 voti a favore (UV, SA e PD-SVdA) il rinvio dell'elezione del nuovo Ufficio di Presidenza dell'Assemblea, composto dai Consiglieri Marco Viérin (Presidente), David Follien e Andrea Rosset (Vicepresidenti), André Lanièce e Fabrizio Roscio (Consiglieri segretari), che il 15 gennaio scorso avevano rassegnato le dimissioni dalle rispettive cariche. I gruppi UVP, Alpe e M5S non hanno partecipato alla votazione avendo abbandonato l'Aula

Marco Vierin, dimissionario da circa due mesi continua presiedere l'Assemblea perché la casta politica vuole conoscere le sentezze del processo spese pazze gruppi

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In apertura di dibattito, il capogruppo di Stella Alpina Stefano Borrello ha chiesto, ai sensi dell'articolo 61 del Regolamento interno del funzionamento del Consiglio regionale, il rinvio della trattazione dei punti. «Demandiamo alla Conferenza dei Capigruppo la decisione dell'iscrizione all'ordine del giorno nel momento in cui si sarà definito un quadro generale più idoneo alla nomina dell'Ufficio di Presidenza, organo importante su cui si auspica la massima condivisione. Oggi il momento è difficile, si registra una mancanza di serenità politica, che è assolutamente necessaria per affrontare le varie problematiche e fare le valutazioni proprio sull'Ufficio di Presidenza che, peraltro, tengo a precisare, continua a svolgere appieno i propri compiti e garantisce funzionamento Assemblea.»

Per il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Stefano Ferrero, «il problema è politico, strettamente interno a Union Valdôtaine e Stella Alpina. E' evidente che non esiste più la maggioranza di governo, altrimenti il Presidente del Consiglio sarebbe già stato eletto. I valdostani sono stufi, se vogliamo andare alle elezioni diciamolo chiaramente e procediamo. La maggioranza si guardi intorno, per non doversi poi lamentare di un astensionismo alle stelle. Stiamo vivendo la fine di un sistema che invece voi continuate a tenere in piedi. Ci vuole un gesto di responsabilità: trovate il Presidente del Consiglio o date immediatamente le dimissioni. E' chiarissimo poi il fatto che non vi fidiate più l'uno dell'altro.»

Il Capogruppo di Alpe, Albert Chatrian ha sostenuto: «Non c'è stato un dialogo con la minoranza, altrimenti si sarebbe potuto evitare l'odierna iscrizione di questi punti. E' un'ennesima figuraccia della maggioranza che purtroppo si ripercuote sull'intero Consiglio regionale. Non ci interessa chi volete eleggere, ma trovate un nome e procedete. A questo punto però sorge un dubbio: avete bisogno dell'appoggio di qualche altro gruppo per la votazione? Ci vuole coerenza fino in fondo: si faccia chiarezza subito tra chi è maggioranza e chi è minoranza.»

Il Capogruppo del PD-Sinistra VdA, Raimondo Donzel, ha precisato la posizione del proprio gruppo: «Siamo stati i primi a dichiararci favorevoli al rinvio, proprio perché il porre la Presidenza del Consiglio o in capo alla maggioranza o alla minoranza era oggetto di dibattito di tutti e crea la necessità di riequilibrare tutto l'Ufficio di Presidenza da cui oggi sono esclusi sia il PD-SVdA sia il Movimento 5 Stelle. Ognuno deve svolgere la propria parte, nel rispetto altrui: per questo non siamo affatto a disagio nel votare anche oggi il rinvio della nomina. Certamente la responsabilità di questa impasse cade sulla maggioranza. Il PD-SVdA non è presente nell'Ufficio di Presidenza, e su molte decisioni non è neppure contattato. Vista la situazione delicatissima, chi parla di elezioni per alzare i toni deve essere conseguente. Per il nostro gruppo la questione non è di poltrone, dovremmo piuttosto ragionare sul funzionamento dell'Ufficio di Presidenza, che non deve essere un Assessorato ombra che distribuisce fondi, ma essere un luogo istituzionale, una battaglia che da sette anni portiamo avanti e che ha raccolto anche qualche risultato positivo. Noi vogliamo parlare in primis di contenuti, di una Presidenza del Consiglio autorevole e in grado di sostenere le legittime richieste della minoranza che sono state disattese.»

Per il Capogruppo Luigi , «la dichiarazione del Capogruppo Borrello è una dichiarazione vuota di contenuti che evidenzia come dietro ci sia il nulla. In questo mese, si è perseguita una direzione che produce un ennesimo rinvio nella definizione delle cariche apicali del Consiglio Valle e che segna la débacle di Union Valdôtaine e Stella Alpina. Questi due movimenti devono chiarire cosa vogliono fare della Presidenza del Consiglio: se vogliono tenersela - e correre il rischio di non avere i numeri per votarlo -, se vogliono darla alla minoranza - e allora lo dicano chiaramente -, se vogliono ricercare una figura condivisa super partes con tutti i gruppi presenti in Consiglio - e questo è il percorso a noi gradito e che sosterremo. È una situazione che è stata gestita in maniera confusa. Oggi, bisogna essere chiari, perché non si può continuare a perdere tempo. Oggi, fino a prova contraria, c'è un Governo, anche se è molto debole, ma non possiamo trascinare troppo a lungo questa situazione. Non si può traghettare continuamente la crisi in tavoli di lavoro e di confronto aperti per discutere temi e argomenti e non nuove alleanze politiche: se avete delle soluzioni andate avanti, altrimenti dimettetevi e aprite la crisi politica.» Il Consigliere ha quindi annunciato la non partecipazione al voto del gruppo.

Capogruppo dell'UV, Joël Farcoz, ha osservato che «la definizione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Valle presuppone degli equilibri politici in Aula. I tavoli di confronto istituiti su vari temi sono importanti anche per addivenire ad un accordo sui contenuti che potranno potenzialmente portare ad una figura alla Presidenza del Consiglio il più possibile condivisa. Ricordo che l'Ufficio di Presidenza, anche se in maniera ordinaria, sta portando avanti il proprio lavoro di gestione del Consiglio.»

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