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ATTUALITÀ | giovedì 03 ottobre 2013, 11:40

RISTORAZIONE: A La Vrille di Verrayes la Chiocciola di Osterie d’Italia 2014

In Valle d’Aosta censiti 21 i locali recensiti e 1 quello segnalato dalla Chiocciola. La storica guida di Slow Food è arrivata in libreria Osterie d’Italia

Luciana Neyroz e la sua equipe premiate con la Chiocciola di Slow Food

Luciana Neyroz e la sua equipe premiate con la Chiocciola di Slow Food

La Vrille,  l'agriturismo situato lungo la Via Francigena nel comune di Verrayes in Valle d'Aosta a 670 mt slm, ben esposto e con vista sui monti Avic ed Emilius, sio è conquistato la Chiocciola della prestigiosa e storica guida  di Slow Food Osterie d’Italia 2014. La Vrille Nasce nel 2002 da un progetto sognato e pensato da Luciana ed Hervé, due pionieri della vita all'insegna della semplicità.La struttura è formata da tre corpi connessi tra loro. Il primo è ricavato ristrutturando in bioarchitettura un'antica baita del '700 con pietra locale ed elementi architettonici tipici quali il corpo in legno del primo piano, completamente ricostruito con la tecnica del rascard. Qui trovate le camere per gli ospiti, mentre la sala colazioni e ristorante si trova al piano terra. Il secondo corpo, più moderno, è anch'esso costruito in bioarchitettura mediante l'utilizzo di materiali ecologici e si divide tra cucina al piano terra e abitazione principale ai piani superiori.

Il terzo corpo, la cantina, è stato realizzato per ultimo scavando nella roccia ad una profondità di 11 mt e si compone di una sala degustazione e una per l'affinamento/imbottigliamento.

La Vrille è un’azienda piccola, quattro ettari di cui uno e mezzo di vigneto, ma provvista di tutto, con galline, pecore, oche, conigli, un orto con le serre e il frutteto. La scelta delle ridotte dimensioni è stata fatta per poter lavorare al meglio con le sole forze disponibili in famiglia, ed i risultati sono di assoluta eccellenza.

Queste le caratteristiche che hanno fatto centro nella guida Osterie d’Italia 2014 che presenta numerose novità e  che fotografa l’Italia e le sue tavole.  «L’edizione 2014  è una delle più interessanti di sempre», rivelano i curatori Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni: «vedrete un profondo ricambio di locali segnalati, maggiore rigore nella scelta e particolare attenzione alle materie prime utilizzate». Ecco quindi comparire le osterie che hanno un orto di proprietà e quelle che propongono menù vegetariani. «Per raccontare piatti che attingono alle radici della cucina di territorio italiana, aiutandoci a riscoprire il gusto di ricette preparate con ingredienti troppo spesso dimenticati», continuano i curatori, che come sempre si avvalgono di una rete di collaboratori che conoscono a menadito il territorio in cui vivono. La crisi, si sa, ha portato con sé nuovi paradigmi, nuove riflessioni sul rapporto tra cibo e ambiente che hanno fatto sì che le scelte a tavola si trasformassero in scelte di stile di vita. «Ed è qui che i criteri alla base della nostra guida, rapporto tra qualità e prezzo (conto sotto i 35 euro), cucina di tradizione e qualità dell’accoglienza, diventano di sempre maggiore attualità», concludono Bolasco e Signoroni. 

Come sempre, i locali presenti in guida sono segnalati da simboli ormai familiari: la Chiocciola per le osterie che più di altre entusiasmano per ambiente, cucina, accoglienza, assegnata quest’anno a 232 locali; la Bottiglia, per quelle con una proposta di vini articolata e rappresentativa della regione; il Formaggio, per i locali che presentano la migliore selezione di caci. Segnalazioni particolari sono riservate ai locali accessibili ai disabili, quelli che aderiscono al progetto Alimentazione Fuori Casa dell’Associazione Italiana Celiachia e a quelli che aderiscono al progetto dell’Alleanza tra cuochi e Presìdi Slow Food, la rete di chef impegnati ad avere nel menù almeno tre prodotti dei Presìdi e a menzionare il nome dei produttori. Ristoranti ma non solo: indicati anche i bar e le pasticcerie per una sosta piacevole, o i negozi e gli artigiani dove acquistare specialità gastronomiche locali. Fanno il loro ingresso in guida nuovi simboli: l’Annaffiatoio che indica le osterie con un orto di proprietà, e l’Insalatiera, per i locali che propongono menù vegetariani.

Non mancano gli Oltre alle Osterie, locali che propongono ricette simbolo della tradizione e del territorio ma in ambienti eleganti e con un conto più elevato rispetto al nostro limite di 35 euro. Seguono gli Scelti per Voi, con i piatti più significativi dell’enogastronomia regionale e le osterie in cui provarli. Alla fine di ogni regione, pratici consigli per scoprire gli arrosticini abruzzesi, per trovare le osmize sul Carso e trovare i veri trippai fiorentini.

Il primato dei locali chiocciolati va quest’anno alla Toscana con 25 osterie, seguita da Piemonte e Veneto con 23, Campania con 19, Lazio e Lombardia con 18, Emilia Romagna con 14, Sicilia e Friuli Venezia Giulia con 13, Puglia con 10, Liguria con 9, Trentino con 7, Abruzzo e Alto Adige con 6, Basilicata e Marche con 5, Sardegna e Umbria con 4, Calabria e Cantone Ticino con 3, Molise con 2 e Valle d’Aosta con una chiocciola.

La Valle d’Aosta Viene così presentata: la più piccola e meno popolata delle regioni italiane è quasi interamente montuosa, con un’altitudine media superiore ai 2000 metri. Ciò significa un clima tipicamente alpino, con inverni rigidi e nevosi ed estati fresche di giorno, addirittura fredde di notte. Non stupisce quindi che la cucina valdostana schieri in prima linea piatti sostanziosi e corroboranti quali seupa vapellenentse, fonduta, carbonade. In Valle d’Aosta, inoltre, l’ospitalità agrituristica ha una lunga storia: in nome del carattere tradizionale di questa attività, una sezione della guida è dedicata ad alcune aziende agricole che offrono servizio di ristoro.

Osterie d’Italia 2014, Il sussidiario del mangiarbere all’italiana. Curatori: Marco Bolasco, Eugenio Signoroni. Pagine: 926 – Prezzo: 22 euro.

I numeri: 1709 Locali segnalati; 232 Chiocciole; 200 Locali del Buon formaggio; 392 Locali rinomati per i vini; 359  Locali con orto di proprietà; 315 Locali che propongono un menù vegetariano; 153 Nuove segnalazioni rispetto all’edizione 2013; 78 Locali inseriti nelle sezioni Oltre alle Osterie; 397 Collaboratori.

p.m.

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